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Il Satiro Danzante

 

 

Il Satiro Danzante è una straordinaria statua di bronzo, fusa forse circa 2400 anni fa e recuperata dai fondali del Canale di Sicilia nel marzo del 1998 dal peschereccio "Capitan Ciccio" della città di Mazara del Vallo.
Nel 2005 il Governo della Regione Siciliana ha consentito che per la prima volta il Satiro, simbolo della forza vitale e creatrice della natura, lasciasse l'Italia per essere esibito nel Padiglione Italia all'Esposizione Universale di Aichi, dedicato proprio alla saggezza della natura, nella sezione che ospita i padiglioni dei molti paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo.
Il Ministero Italiano per i Beni e le Attività Culturali ha incoraggiato questo progetto e, attraverso l'opera del prestigioso Istituto Centrale per il Restauro, reso sicuro e tecnicamente possibile il "viaggio" del Satiro.
La statua che le reti del peschereccio riportarono da circa 500 metri di profondità era mutila e fortemente corrosa. Rappresentava un Satiro, una delle figure del corteo che, nell'antica mitologia greco-romana, accompagnava Dionisio, dio del vino e dei piaceri. Il Satiro sembrava danzare. Lo scultore aveva fissato nel bronzo l'attimo in cui il Satiro era sul punto di spiccare un salto, sulla punta del piede destro. La gamba sinistra è sollevata, piegata all'indietro, il busto è ruotato e le braccia sono distese. Probabilmente il braccio sinistro era avvolto da una pelle di pantera e nella mano teneva una coppa di vino ormai vuota. Nella mano destra invece, la statua doveva scuotere il "tirso", una lunga asta con in cima una pigna di pino ornata di tralci di edera e nastri di stoffa, tradizionale simbolo della gioia e dell'eccitazione dei sensi. La testa della statua appariva abbandonata all'indietro fino a toccare quasi le spalle, con le ciocche dei capelli al vento che accompagnano il movimento e in cui spiccano gli straordinari occhi, rivolti verso l'alto, in estasi.
Nell'ottobre del 1998 le Autorità siciliane hanno affidato il Satiro all'Istituto Centrale per il Restauro dove si erano già compiuti importanti interventi su opere antiche in bronzo, come l'Efebo di Selinunte, i Bronzi di Riace e il monumento equestre di Marco Aurelio. L'Istituto ha dedicato al Satiro quattro anni di intenso lavoro, attraverso l'utilizzo delle più avanzate tecnologie e il supporto di esperti e studiosi, restituendo all'opera scultorea la sua originaria bellezza e forza espressiva (www.ilsatiro.it). Il Satiro Danzante pesa, complessivamente, centotto chili. Al suo interno è stata collocata una struttura di sostegno in acciaio che poggia su di un basamento antisismico (l'altezza complessiva è di poco inferiore a tre metri).
Mazara, città della Sicilia occidentale, ospita permanentemente la Statua nel nuovo Museo Regionale del Canale di Sicilia realizzato nella Chiesa di S. Egidio.

 

L'ARTE DELVIVERE
Il Padiglione Italia
Al centro del Padiglione Italia, in un gioco di luci e di ombre che gli restituirà tutta la foga e l'estasi del suo movimento vorticoso, il Satiro Danzante costituirà il centro e il culmine di un percorso espositivo tutto basato sulla solarità del Mediterraneo, sulla scoperta sensoriale di un mondo in cui la gioia del toccare, del vedere, dell'ascoltare si associa a quella dei profumi e dei sapori che hanno contribuito a creare l'immaginario collettivo dell'Italia nel mondo.

 

Testo di Umberto Donati - Commissario Generale per l'Esposizione Universale 2005 di Aichi, Giappone

 

 

In collaborazione con:
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